Capone
Il sipario si alza su una dimora decadente in Florida, un mausoleo dorato che ospita il fantasma di un uomo un tempo temuto: Alphonse Capone. Non c’è più traccia del carismatico signore del crimine, solo un relitto umano, consumato dalla neurosifilide e incatenato ai propri rimorsi. Con Capone (2020), Josh Trank si allontana dall’epica gangsteristica per addentrarsi nei meandri della follia e della decadenza, scegliendo di raccontare la fine di un mito anziché la sua ascesa. La fotografia di Peter Deming avvolge lo spettatore in un’atmosfera lugubre, quasi onirica. I colori caldi della Florida contrastano con la freddezza della malattia che corrode il protagonista. L’uso della luce e dell’ombra, con scene spesso immerse in un chiaroscuro inquietante, amplifica il senso di angoscia e claustrofobia che permea l’intero film. L’interno della villa, un labirinto di stanze soffocanti, diventa il teatro della dissoluzione fisica e mentale di Capone. Tom Hardy, con un’interpretazione radicale e disturbante, porta sullo schermo un Capone irriconoscibile, ridotto a una caricatura grottesca della sua stessa leggenda. Il suo volto trasfigurato, il rantolio gutturale ed i tic incontrollati restituiscono un’immagine quasi bestiale del personaggio. La scelta di enfatizzare gli aspetti più degradanti della malattia, come la perdita del controllo corporeo e le allucinazioni, rende la performance tanto potente quanto divisiva. La regia di Trank si muove in un territorio ibrido tra biopic e horror psicologico. Il film abbandona volutamente le convenzioni narrative classiche, privilegiando una struttura frammentata, riflesso della mente deteriorata di Capone. Il montaggio, curato dallo stesso Trank, gioca con il tempo e la percezione, alternando sequenze realistiche a visioni disturbanti. Questi momenti onirici, a tratti surreali, ricordano lo stile di David Lynch, con una tensione latente che sfocia in episodi di violenza improvvisa. Tuttavia, questa sperimentazione ha un prezzo: la narrazione spesso si perde in una ripetizione di scene che sottolineano la decadenza senza aggiungere ulteriore profondità. Il ritmo lento, unito alla mancanza di una direzione chiara, può risultare alienante per lo spettatore in cerca di un racconto più convenzionale. Sul piano sonoro, la colonna sonora di El-P si distingue per le sue sonorità minimaliste ed ipnotiche, contribuendo a creare un senso di inquietudine costante. I suoni ovattati ed i sussurri che si insinuano nelle allucinazioni di Capone amplificano la sensazione di paranoia ed isolamento. Capone non è un film di mafia nel senso tradizionale del termine, ma un’opera visionaria che esplora la fragilità umana dietro l’icona del crimine. Un esperimento audace che sfida le aspettative, a costo di risultare ostico e poco accessibile. Se da un lato il film offre una prospettiva inedita ed una performance memorabile di Hardy, dall’altro la sua natura frammentata e la sua estetica estrema rischiano di dividere il pubblico. Più che una cronaca storica, è un viaggio nella psiche di un uomo che, pur avendo conquistato il mondo del crimine, non ha mai potuto sfuggire al proprio destino.
Trama – fonte: www.comingsoon.it
Al Capone, film diretto da Josh Trank, è la storia di Alfonse Capone (Tom Hardy), il celebre e temuto gangster ed emblema della criminalità dilagante nel periodo del proibizionismo americano. Criminale certo, ma anche un brillante uomo d’affari che controllava il contrabbando e deteneva il potere a Chicago. Dopo un decennio di carcere, Capone a soli 47 anni inizia a manifestare i primi segni della demenza, sintomo di una sifilide mai curata. Mentre il suo passato violento inizia a perseguitalo, tornano a galla ricordi dolorosi legati a crimini brutali. Ma tra tutti questi pensieri, ce n’è uno che lo tormenta particolarmente: il re di Chicago ha dimenticato dove ha nascosto il suo tesoro, costituito da milioni di dollari, all’interno della sua villa. Un ricordo sbiadito che lo tormenterà fino alla fine dei suoi giorni…
Cast – fonte: www.comingsoon.it











Trailer
Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it
Nessun riconoscimento rilevante!
Curiosità – fonte: wikipedia – cineblog
1. Produzione e riprese.
Il progetto, inizialmente intitolato Fonzo, è stato annunciato nell’ottobre 2016 con Josh Trank come regista, sceneggiatore e montatore, e Tom Hardy nel ruolo di Al Capone. Le riprese, con un budget di 20,6 milioni di dollari, sono iniziate il 2 aprile 2018 a New Orleans.
2. Distribuzione.
A causa della pandemia di COVID-19, il film è stato distribuito on demand a partire dal 12 maggio 2020, con l’uscita nelle sale cinematografiche statunitensi prevista per l’estate dello stesso anno, in concomitanza con la riapertura dei cinema.
3. Accoglienza critica.
Il film ha ricevuto recensioni contrastanti. Su Rotten Tomatoes, ha ottenuto il 41% di recensioni positive, con un voto medio di 5,05 su 10 basato su 107 critiche. Su Metacritic, il punteggio è di 46 su 100, basato su 35 critiche.
4. Interpretazione di Tom Hardy.
La performance di Tom Hardy nel ruolo di Al Capone è stata oggetto di discussione. Alcuni critici hanno elogiato la sua capacità di immergersi completamente nel personaggio, mentre altri hanno trovato la sua interpretazione esagerata.
5. Titolo originale.
Il film era inizialmente intitolato Fonzo, un soprannome di Alphonse Capone, ma è stato successivamente cambiato in Capone per la distribuzione.