Bronx

Bronx

1993 ‧ Drammatico/Thriller ‧ 2h 1m

Il Bronx degli anni ’60 non è solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio. Le strade strette, i bar pieni di fumo, le voci che si mescolano in un’eco di dialetti e minacce sussurrate: è qui che prende vita la storia di Bronx, film diretto da Robert De Niro al suo esordio dietro la macchina da presa. La cinepresa si muove con rispetto, quasi con affetto, tra i vicoli del quartiere, come se stesse narrando una leggenda metropolitana. La fotografia di Reynaldo Villalobos adotta tonalità calde e terrose, evocando un realismo nostalgico, ma senza mai scivolare nella semplice cartolina d’epoca. Il film respira un’aria di autenticità, dal vestiario curato ai dettagli delle automobili parcheggiate lungo i marciapiedi. Al centro della storia c’è CalogeroCAnello, un ragazzino di origini italiane che osserva il mondo con gli occhi di chi ancora deve scegliere da che parte stare. Da un lato, c’è suo padre Lorenzo (interpretato da un misurato e straordinariamente umano Robert De Niro), uomo onesto, lavoratore, che guida un autobus e insegna a suo figlio che “la cosa più triste nella vita è il talento sprecato“. Dall’altro, c’è Sonny (un magnetico Chazz Palminteri), il boss del quartiere, un uomo che incarna il fascino del potere e della paura, ma che sa essere, a modo suo, un maestro di vita. La regia di De Niro è elegante e controllata, mai invasiva. Non ci sono eccessi di virtuosismo, ma ogni inquadratura è costruita con un’attenzione che rivela una profonda comprensione della narrazione. Il montaggio di David Ray scandisce il tempo con precisione, lasciando spazio ai momenti di riflessione e ai silenzi carichi di tensione, alternandoli con esplosioni improvvise di violenza. Uno degli elementi più interessanti di Bronx è il suo approccio alla morale. Non ci sono buoni o cattivi assoluti: Lorenzo e Sonny rappresentano due facce della stessa medaglia, due figure paterne che cercano di proteggere Calogero in modi opposti. Il film si muove su questa linea sottile, evitando di cadere nei cliché del gangster movie. Non è la solita storia di ascesa e caduta di un criminale, ma una riflessione su cosa significhi crescere in un ambiente dove la legge è scritta dalla strada. Il ritmo narrativo è ben calibrato, con momenti di tensione perfettamente alternati a scene più intime e personali. La sceneggiatura, scritta dallo stesso Palminteri, è densa di dialoghi memorabili, battute che restano impresse, pronunciate con il ritmo sincopato di chi è nato e cresciuto tra le vie del Bronx. E poi c’è la colonna sonora, un altro personaggio silenzioso ma fondamentale. Brani di Dion and The Belmonts, The Beatles, The Moonglows, scandiscono il passaggio del tempo e accompagnano la trasformazione di Calogero. Ogni nota sembra un frammento di ricordo, un tassello della memoria collettiva di un’epoca. Nel suo epilogo, Bronx lascia lo spettatore con una domanda: il destino è già scritto o possiamo cambiarlo? La risposta è nelle scelte, nei piccoli gesti, nei momenti in cui decidiamo chi vogliamo essere. E proprio qui sta la grandezza del film: non si tratta solo di una storia su un quartiere o sulla mafia, ma su un ragazzo che deve imparare a vivere tra due mondi, trovando la sua strada. Bronx non urla, non esagera, non forza la mano. Racconta con sincerità, e forse è proprio per questo che resta impresso nella memoria.

 


Trama – fonte: www.comingsoon.it

Bronx è un film drammatico del 1993 prodotto, diretto e interpretato da Robert De Niro. Anno 1960. Nel Bronx, quartiere popolare di New York, il piccolo Calogero Anello (Francis Capra), un bambino di nove anni figlio di immigrati italiani, passa le sue giornate a imitare il boss Sonny (Chazz Palminteri), che esercita il suo dominio sul quartiere. Un giorno Calogero assiste per caso a un brutale omicidio, orchestrato e commesso da Sonny. Il bambino però non rivela alla polizia l’identità dell’aggressore su consiglio del padre Lorenzo (Robert De Niro), che non vuole avere a che fare con i mafiosi. Per sdebitarsi, Sonny propone a Lorenzo un lavoro ben retribuito ma l’uomo, modesto autista di autobus, rifiuta l’offerta, preferendo una vita rispettosa della legge. Tuttavia, a poco a poco Calogero cade sotto l’incantesimo del mafioso e ogni giorno, dopo la scuola, si reca al bar dove il gangster incontra la sua banda. Sonny nutre un sincero interesse per il bambino e lo tratta come un figlio. Passano otto anni, durante i quali Calogero (Lillo Brancato) ha continuato a vedere Sonny di nascosto dal padre. Ma quando entra a far parte di una banda di ragazzi italo-americani agli ordini di Sonny, il gangster lo avverte di tenersi lontano da loro e di concentrarsi esclusivamente sullo studio. Un giorno Calogero incontra Jane Williams, una ragazza afroamericana, ed è subito attratto da lei. Nonostante nel Bronx la tensione razziale sia molto alta, il ragazzo organizza un appuntamento con lei e si reca a prenderla con la macchina di Sonny. Proprio quel giorno Willie, il fratello di Jane, viene picchiato dai bulli che Calogero frequenta e così Jane non vuole più saperne di lui. Dopo essere stato accusato dagli uomini di Sonny di aver messo una bomba nella sua macchina allo scopo di assassinarlo, Calogero si rende conto dei pericoli insiti nel mondo di Sonny


Cast – fonte: www.comingsoon.it


Trailer


Riconoscimenti – fonte: www.mymovies.it

Nessun riconoscimento di rilievo!


Curiosità – fonte: www.cgtv.it

1 – BUS STOP.
Robert De Niro ha dovuto prendere la patente per guidare un autobus con passeggeri. Per farlo chiese alla compagnia dei trasporti di Boston (MBTA) di potersi esercitare con i loro veicoli. L’MBTA però rifiutò, giustificandosi col fatto che l’attore non fosse un loro dipendente. Fu quindi una compagnia di New York, la NYCTA, a farlo esercitare ed a far sì che superasse l’esame brillantemente.

2 – NAMES.
I nomi dei protagonisti del film, Lorenzo (Robert De Niro) e Calogero (Lillo Brancati Jr.), sono i due veri nomi dell’attore Chezz Palminteri, all’anagrafe Calogero Lorenzo Palminteri, che oltre ad interpretare il ruolo di Sonny è autore dell’omonima opera teatrale da cui il film è tratto, oltre che co-sceneggiatore del film insieme a Robert De Niro.

3 – REAL CRIME LIFE.
Lillo Brancato Jr. è stato scoperto da Robert De Niro che lo aveva notato mentre nuotava in spiaggia. Il ruolo di Calogero in Bronx Tales è stato il primo per lui come attore: ha contribuito al suo ingaggio la sua incredibile somiglianza con Robert De Niro. Si racconta che durante il provino si sia cimentato nel celebre monologo di De Niro che parla a se stesso allo specchio in Taxi Driver, dimostrando un grande talento. Purtroppo, però, dopo aver preso parte a film di grande successo come Allarme rosso e Nemico pubblico di Tony Scott e Il nostro Natale di Abel Ferrara, Brancato Jr. ha avuto dei gravi problemi con la giustizia: nel 2005 è stato arrestato per aver partecipato insieme alla sua fidanzata ad una rapina proprio nel Bronx, in cui è rimasto ucciso un poliziotto, e ha scontato 9 anni di carcere, dove è miracolosamente sopravvissuto ad un tentato suicidio per overdose di eroina.

4 – THE SOPRANOS.
Due attori che hanno lavorato nel film hanno partecipato anche alla pluripremiata serie TV de I soprano: Lillo Brancato Jr. ha interpretato nella seconda stagione Matthew Bevilacqua, un giovane mafioso, mentre Kathrine Narducci, che in Bronx è Rosina Aniello, moglie di Lorenzo e madre di Calogero, ha preso parte a tutte le stagioni della serie nel ruolo di Charmaine Bucco, moglie di Artie. La nascita della partecipazione della Narducci in Bronx è degna di nota: 27 anni, già madre di tre figli, accompagnò uno di loro al provino per il ruolo di Calogero, e ne approfittò per partecipare anche lei nel ruolo della moglie di Lorenzo: contro ogni aspettativa sbaragliò la concorrenza.

5 – BRONX?
Nonostante si chiami Bronx, la maggior parte del film è stato girato nel Queens, ed in particolare nei quartieri di Astoria e Jackson Heights. In questi luoghi, infatti, sono ancora in piedi molti edifici storici che erano perfetti per ricreare l’ambientazione anni ’60 del film. La realizzazione di Bronx ha lasciato in eredità al Queens un sandwich in onore di De Niro dal nome The De Niro Hero.


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